GIUSEPPE BARBAGLIO, Gesù ebreo di Galilea. Indagine storica, Dehoniane [La Bibbia nella storia, 11], Bologna 2002, 671 p., euro 45,98.
In una intervista riguardante il futuro della Chiesa, il cardinal Joseph Ratzinger ebbe a dire che ciò che è richiesto attualmente ai credenti è un’opera di essenzializzazione, ovvero di riaffermare l’essenza del cristianesimo. In questa linea durante il Giubileo del 2000 un altro cardinale, Giacomo Biffi, scrisse un piccolo volumetto dal titolo Identikit del festeggiato, in cui evidenziò la centralità della figura di Gesù, rimarcando che uno dei rischi che si potevano correre in occasione di quell’anno è che la grandiosità della festa oscurasse il festeggiato. Inoltre, in una società multietnica, multiculturale e soprattutto multireligiosa sempre più il punto centrale diventa Gesù: possiamo dire che la sua persona è il vero «caso serio» dei nostri tempi. In un discorso ai giovani a Torino, Giovanni Paolo II agli inizi del suo pontificato ebbe a dire che dalla risposta alla domanda per te chi è Gesù dipende la vita, il passato, il presente e il futuro di una persona. Proprio questa è la domanda che sempre più sarà posta ai cristiani nel futuro e la loro fede sarà più o meno adulta a seconda della risposta che daranno a tale interrogativo. Davanti a tale questione è importante non temere di approfondire la conoscenza di lui, anche mediante lo studio delle fonti che ci parlano di lui, cristiane e non. A questo proposito può essere una chiara indicazione metodologica l’esperienza personale che raccontò il cardinal Carlo Maria Martini in un incontro nella Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, ovvero che egli, non temendo di sottoporre i Vangeli a tutte le critiche, anche le più corrosive, si accorse che a fondamento di essi c’era un quid, un qualcosa, o meglio, Qualcuno, che diventava sempre più credibile.
Il volume di Giuseppe Barbaglio, che vuole essere un’indagine storica circa Gesù di Nazaret, ci offre un’occasione di approfondimento della figura di Gesù. Vagliando le fonti riguardanti la figura del Nazzareno e i lavori scientifici che hanno cercato di comprenderle, Barbaglio introduce mediante il suo studio in una ricerca sempre più approfondita della figura di Gesù, leggendo la sua vicenda all’interno del contesto storico, teologico, sociale in cui visse. Nei diversi capitoli l’Autore, dopo un’attenta analisi, giunge ad alcune conclusioni, a volte soltanto a delle ipotesi, ma importanti sono le domande che pone alle fonti e, per via indiretta, al lettore, come quella riguardante Pietro e i compagni che, fuggiti impauriti in Galilea al momento della crocifissione, ritornarono presto a Gerusalemme con una vita cambiata: «Come spiegare questa svolta inattesa, quando tutto congiurava perché sulla vicenda del nazareno finito in croce si dovesse stendere la parola fine?» (p. 551). Un domanda questa a cui molti hanno cercato di dare una risposta; il nostro Autore con meticolosità dimostra infondate le risposte di tipo razionalista date negli ultimi secoli, e afferma che riguardo alla resurrezione di Gesù a livello storico si deve riflettere su tre elementi, ovvero le affermazioni dell’ambiente riguardanti la vita dopo la morte, la memoria del Gesù terreno dopo la morte e infine la nuova esperienza fatta dai discepoli dopo il venerdì santo consistente nel «farsi vedere a» loro del Crocifisso. Pur non potendo condividere quanto egli scrive anche soltanto come ipotesi circa la fede pasquale di Pietro e dei compagni (pp. 564-565), si vede la profondità dello studio di Barbaglio quando egli, prendendo atto del limite dello storico, riconosce «in tutta onestà intellettuale di non essere in grado di precisare di più la genesi della fede di Pietro e compagni espressa nella formula antichissima: "Dio lo ha risuscitato dal regno dei morti"» (p. 565). Un libro quello di Barbaglio che fa sorgere tanti interrogativi, alcune perplessità, ma soprattutto ancora una volta ci pone davanti a quella domanda nevralgica riportata dai Vangeli: «E voi chi dite che io sia?».
prof. pietro messa
pubblicata in: Forma sororum. Rivista delle Clarisse d’Italia 40 (2003), pp. 341-342.
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