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ANDREA CZORTEK, Eremo, convento, città. Un frammento di storia francescana: Sansepolcro, secoli XIII-XV, Edizioni Porziuncola [Viator, 2], Assisi 2007, 293 p., € 30,00 - ISBN 978-88-270-0597-2.

Il libro raccoglie otto saggi apparsi tra il 1997 ed il 2006 nei quali viene evidenziato il carattere umano, piuttosto che fisico di luoghi quali eremi, conventi, città dell’Alta Valle del Tevere in cui sono presenti, a detta dell’A., gran parte delle dinamiche che caratterizzano il francescanesimo dei secoli XIII-XV. Infatti, come affermato nell’Introduzione (pp. 5-10), nella circoscrizione civile di Sansepolcro «si vivono molte delle dimensioni, quasi tutti gli aspetti tipici, della più grande storia francescana. Una storia locale francescana, dunque come tante altre, ma che proprio per questo diventa esemplare e paradigmatica».

Nel primo capitolo, Un quadro d’insieme: Frati Minori e comuni nell’Umbria del Duecento (pp. 13-53), dopo aver messo in evidenza lo scambio di favori tra autorità comunali e frati, l’A. si chiede «se sia più opportuno parlare di scelta cittadina dell’Ordine maturata nel tempo, oppure di vocazione all’insediamento in centri abitati in un certo senso “costitutiva”» (p. 52). Nel secondo capitolo, Aspetti di vita religiosa a Sansepolcro tra XIII e XIV secolo (1255-1350) (pp. 55-91), illustra come l’attenzione e la venerazione dei fedeli laici si sposti dagli insediamenti monastici benedettini a quelli degli Ordini mendicanti e ciò è dimostrato sia aderendo a gruppi che gravitano attorno a tali luoghi, sia devolvendo offerte, sia promuovendo la devozione verso santi frati mendicanti locali a veri e propri culti civili. Nel terzo capitolo, Frati Minori e società cittadina a Sansepolcro tra i secoli XIII e XIV. Considerazioni a partire da un testamento del 1292 (pp. 93-131), l’A. attribuisce grande peso alle fonti documentarie, soprattutto quelle esterne al mondo conventuale, al fine ricostruire il significato e l’importanza dei diversi insediamenti. Nel corposo quarto capitolo, Damianite e Clarisse a Sansepolcro nei secoli XIII-XIV (pp. 133-188), l’A. ripercorre le vicende dei diversi insediamenti di donne che, pur appellandosi inizialmente a regole differenti, confluiscono, al termine, nell’unica regola data da Urbano IV all’Ordine di Santa Chiara. Nel capitolo Tra Frati Minori ed Eremiti “Agostiniani”: l’eremo di Montecasale nei secoli XIII e XIV (pp. 89-216), viene illustrata la storia di tale insediamento: da ospedale, ad eremo, a centro di devozione mariana dal 1268/1269 al 1513/1534, a luogo di devozione a san Francesco, con l’arrivo dei frati Minori Cappuccini nel ’500. Gli ultimi due capitoli, La fondazione del Monte di Pietà di Sansepolcro e lo statuto del 1466 (pp. 217-237) e La legislazione sul gioco a Sansepolcro nei secoli XIV e XV. Contributi per una storia del gioco nel Medioevo (pp. 239-248), illustrano la grande influenza esercitata dagli Osservanti sul piano sociale e culturale. Nelle Conclusioni (pp. 249-254) l’A. mostra come a Borgo Sansepolcro nei secoli XIII-XV il mondo religioso, soprattutto francescano, gravitasse verso la Valle del Tevere, ossia l’attuale Umbria. La ricca e selezionata Bibliografia (pp. 255-286) è espressione della capacità dell’A. di muoversi a suo agio nei temi trattati, mentre l’indice dei nomi finale rende facilmente consultabile il volume.

La peculiarità della presente pubblicazione consiste nel saper ricostruire le vicende dei primi secoli di storia francescana a Sansepolcro attingendo, soprattutto, agli atti notarili, privilegiando i testamenti, facendo spesso una comparazione con altri centri umbri. L'abbondanza di documentazione riportata rende il volume ricco di dati che riguardano notizie non solo relative ad altri luoghi francescani – come La Verna (es. pp. 106.109), il vicino Cerbaiolo, la Porziuncola (p. 111) – ma anche alla liturgia (pp. 104-105. 116) ed alla storia delle comunità femminili, prima damianite e poi clariane. Quest’ultimo punto avrebbe avuto bisogno, tuttavia, di un esame più approfondito in grado di chiarire se con il riferimento alla “regola di santa Chiara” (pp. 69-70. 97. 103. 134. 136) – spesso menzionata – si intenda la regola approvata da Innocenzo IV, pochi giorni prima della morte della Santa, oppure quella sancita da Urbano IV.

Altrettanto importante sarebbe stato chiarire, già a partire dall’Introduzione, che Sansepolcro fece parte del dominio fiorentino soltanto dal 1441 e appartenne alla diocesi di Città di Castello fino al 1515/1520, cioè fino a quando acquisì una propria dignità urbana e una propria diocesi. Tutto ciò avrebbe mostrato fin dall’inizio, e non solo nelle conclusioni, «lo stretto legame del Borgo con l’area appenninica oggi divisa tra Umbria e Marche», legame molto più forte di quello con il territorio corrispondente all’odierna Toscana.

Rimane, tuttavia, indubitabile che Andrea Czortek abbia offerto con questo lavoro un apporto imprescindibile per gli studi francescani: la presente raccolta di saggi, infatti, illustra un frammento di storia, quella di San Sepolcro nei secoli XIII-XV, in cui si sono intrecciate le diverse dimensioni del francescanesimo – vita eremitica, predicazione, economia, liturgia, ecc. – solitamente studiate separatamente.


prof. pietro messa

pubblicata in: Frate Francesco 74 (2008), pp. 295-297.

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