ANTON ROTZETTER, Chiara d’Assisi. La prima francescana, Biblioteca Francescana [Tau, 2], Milano 1993, 428 p., € 20,66 - ISBN 88-7962-050-9.
Le celebrazioni centenarie dei santi, oltre a ravvivare con particolari manifestazioni il loro ricordo, stimolano spesso gli studiosi a «rinfrescarne» il carisma, a rievocarne la figura e la personalità nel loro contesto storico. L’Ottavo Centenario dalla nascita di santa Chiara (1193-1993) ha suscitato l’interesse di molti esperti. Sulla cresta di questo clima si pone l’opera di Anton Rotzetter, noto frate minore cappuccino e professore di teologia e spiritualità francescane, che ha già fornito prova della sua capacità in una ben nota biografia su san Francesco d’Assisi e in numerosi altri saggi.
Che si sentisse il bisogno, anche in ambiente italiano, di una «nuova biografia di Chiara, nella quale inserire tutto ciò che è stato approfondito negli ultimi 25-30 anni su santa Chiara e gli inizi del suo Ordine» – come ricordava nel 1979 lo storico Engelbert Grau (cf. p. 5) – è percepibile dal fatto stesso che quest’opera è stata tradotta immediatamente nella nostra lingua dall’originale tedesco (Klara von Assisi. Die erste franziskanische Frau, Herder, Freiburg i. Br. 1993). Il testo è strutturato in quindici capitoli, che ripercorrono la storia di Chiara, comprese le vicende che portarono allo sviluppo della discussa regola di Urbano IV del 1263 (Chiara era ormai morta da un decennio). Ben diviso logicamente, durante la lettura del testo non si trova – a nostro avviso – particolari difficoltà di stile, che riteniamo scorrevole e fluente.
Va subito detto che questo libro, nelle intenzioni dell’A., si vuole porre come una biografia che risponda alle esigenze scientifiche (Prefazione): un meritevole e impegnativo proposito questo, che richiede sforzo considerevole, attenzione costante e continua analisi critica. Tuttavia tra lodevoli intenzioni e risultati, non possiamo fare a meno di notare alcune discrepanze.
Ci stupisce innanzitutto la totale assenza di note. Lo stesso Rotzetter scrive nella prefazione che «le numerose note finirebbero per appesantire il libro» (p. 6). Ma l’intento postosi e le rilevanti affermazioni, che tra poco segnaleremo, esigevano dei riferimenti per giudicare la loro attendibilità. Seguendo poi le annotazioni da noi fatte nella lettura, spesso l’A. si affida al valore probante di ipotesi, supposizioni, probabilità. Tanto per citarne qualcuna: che sant’Antonio di Padova abbia predicato a San Damiano (cf. p. 241) o che gli antenati di Chiara abbiano origini germaniche (cf. p. 36, a metà circa), restano solo supposizioni che non hanno alcun riscontro – per ora – nelle fonti.
Un aspetto però ci trova particolarmente perplessi nel metodo espositivo di Rotzetter: l’«anoressia nervosa» di Chiara. Se ne parla all’interno del capitolo quarto (punto 9, pp. 114-120), che tratta dei primi anni della Nostra a San Damiano. L’A. si domanda di quale malattia soffrisse Chiara a quei tempi, che i testimoni dell’epoca deputavano alle dure penitenze che ella si affliggeva. Il tentativo di spiegare il rifiuto del cibo per lungo tempo con l’anoressia nervosa — che l’A. supporta con il conforto degli studi di R. M. Bell (Holy Anorexia, Chicago 1985; trad. it.: La santa anoressia. Digiuno e misticismo dal Medioevo a oggi, Mondadori, Milano 1992) e di H. Thurston (The physical Phenomena of Mysticism, London 1952; trad. it.: Fenomeni fisici del misticismo. Levitazione, stigmate, telecinesi, odore di santità, incorruzione, Paoline, Alba 1956) — può essere verosimile, ma resta un po’ audace spiegare «lo sciopero della fame nell’ambito di una “lotta per l’autoaffermazione”, […] un tentativo di isolarsi e di realizzare se stessi, un rifiuto della femminilità e della condizione di donna stabilita dalla società» (p. 119). E ancora: «Chiara […] è dunque alla ricerca di una propria identità e definizione, di una forma di vita che non sia semplicemente imposta dall’uomo e dalla chiesa dei maschi. Conoscerà la guarigione se riuscirà a isolarsi, fare resistenza e sperimentare l’autonomia» (pp. 119-120). Purtroppo di tutto questo non abbiamo un riscontro o una corrispondenza nelle fonti. Una lettura “psicostorica” su una santa, vissuta otto secoli prima, per essere attendibile non può prescindere dal dato storico!
Queste “note disarmoniche” da noi registrate e altre presenti nell’opera non devono dissuadere i potenziali lettori: il libro rimane valido e utile per conoscere Chiara, ma certamente non può dirsi rispondente alle «esigenze scientifiche» (p. 5), poste all’inizio del lavoro.
a.f.
| home | newsletter | materiale: in libreria | recensioni | bollettino bibliografico | focus | ricerca database | testi spirituali | sfondi-wallpaper | oasi e incontri | angoli dello Spirito | nostri auguri | testimoni | links amici | contattaci | chi siamo |
