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Meister
Eckhart
I Sermoni
Paoline, Milano 2002
(Letture cristiane per il terzo millennio 31)
696 pagine - euro 28,00
Al culmine del medioevo, mentre Dante scrive la Divina
Commedia, Eckhart (1260-1328) porta a compimento
quella sintesi tra filosofia greca ed esperienza evangelica
che costituisce forse l'espressione più alta
della spiritualità cristiana: non a caso i
contemporanei avvertirono il domenicano tedesco come
Meister, "maestro", per eccellenza
- e ciò non solo per il suo magistero universitario,
ma anche e soprattutto per la sua predicazione in
volgare.
Infatti proprio in questi Sermoni, con i quali
ha inizio la lingua letteraria tedesca, è contenuto
l'essenziale del suo insegnamento in cui, alla radicalità
del distacco, che conduce alla generazione del Logos
nell'anima - ovvero a vivere la vita divina in perfetta
unione spirituale con Dio, "uno nell'Uno"
-, fanno riscontro quella semplicità e naturalezza
espressiva che lo rendono comprensibile a tutti, dotti
chierici e semplici fedeli.
Non meraviglia perciò che la profondità
speculativa di questi Sermoni abbia nutrito,
più o meno direttamente, tutta la successiva
storia della mistica: da quella tedesca di Taulero
e Suso, che ebbero la fortuna di ascoltarli, a quella
spagnola del Cinquecento, fino ai grandi spirituali
francesi del Seicento. Ma si comprende anche come
essi abbiano innervato la riflessione contemporanea,
da Hegel e Schopenhauer fino a Heidegger, tanto che
oggi il maestro domenicano si presenta come interlocutore
privilegiato nel dialogo tra religione e filosofia,
come pure in quello tra il cristianesimo e le religioni
dell'Oriente.
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Vittorio
Grossi
Storia della spiritualità
3/B La spiritualità dei Padri latini
Borla (Storia della spiritualità)
Roma 2002
304 pagine - euro 21,50
Questo volume raccoglie, in un possibile ordine cronologico
e tematico insieme, alcune delle principali testimonianze
cristiane dell'uomo del mondo latino antico, nel tentativo
di cogliere quelle voci sottili della storia che nei
primi sette secoli della cristianità ne costituirono
il filtro vitale. Se la vasta documentazione sfugge
ad una lettura completa ed inoltre, quella più
vicina al quotidiano, appartiene al vissuto dei nostri
Padri nella fede cristiana scomparsa con loro, ognuno
tuttavia intravede che "certe realtà del
presente hanno radici lontane". Scavando infatti
nella storia cristiana antica, consegnataci comÈTradizionÈ
cioè una fede da riconsegnare di generazione
in generazione sino al suo compimento, ci s'imbatte
nell'icona del cristiano con i lineamenti dei luoghi
e delle mentalità dove tale fede venne vissuta
e tramandata e, leggendo talÈTradizionÈ, si verifica
e si contribuisce a formare anche l'icona del cristiano
di oggi. Per la storia della 'spiritualità'
dei primi secoli cristiani si travalica il campus
proprio alle esigenze evangeliche (dottrinali ed etiche)
e si entra in quell'universo simbolico dell'umanità
dove si assaporano i frutti propri dei sogni, degli
ideali, dei desideri modulati, come sempre nel cristianesimo,
dall'amore diffuso dallo Spirito Santo nei cuori degli
uomini. |
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AA.VV.
La liturgia delle ore scuola ecclesiale di preghiera
Atti del XLII Convegno liturgico-pastorale dell'A.L.F.S.
Cuore Opera della Regalità di N.S.G.C. (Roma,
20-22 febbraio 2001)
Centro Ambrosiano, Milano 2001
160 pagine - euro 8,26
L'insieme
degli interventi qui presentati intende riscoprire
il significato della liturgia delle ore nell'ampio
quadro della vita sacramentale della chiesa, che ha
il suo centro e culmine nella celebrazione eucaristica.
Tra questi due momenti sussiste una feconda relazione.
Infatti la verità della celebrazione eucaristica
si ritrova nella liturgia delle ore (cf. PNLO n. 12).
La liturgia delle ore non è altro che l'espandersi
della fecondità pasquale della liturgia eucaristica
e la liturgia eucaristica è la sorgente della
verità della liturgia delle ore. Una comunità
che prega sa celebrare e riscopre quotidianamente
che la fecondità della celebrazione si radica
nella preghiera. La liturgia delle ore c'insegna a
pregare nella fede per cantare la fede nella ritualità
e con la ritualità propria della celebrazione
eucaristica. La storia della salvezza è sempre
in atto quando la chiesa prega, poiché vi si
dispiega tutto il progetto del Padre di ricapitolare
in Cristo tutte le cose. La liturgia delle ore è
il parametro per uno stile evangelico ed ecclesiale
di qualunque forma di autentica orazione in un itinerario
di comunione, è la sintesi orante del senso
della vita della chiesa e di ogni umana creatura. |
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Edoardo
Fumagalli
San Francesco.
Il Cantico, il Pater noster
Jaca Book (di frronte e attraverso),
Milano 2002
120 pagine - euro 11,00
Il
Cantico di san Francesco, comunemente indicato
come il primo grande monumento della letteratura italiana,
offre ancor oggi agli studiosi ampia materia di discussione
non solo su aspetti particolari, ma anche per quanto
riguarda l'interpretazione generale: anzi, dall'interpretazione
generale dipende in più di un caso il modo
di intendere singole espressioni, come il famoso 'per'.
Ma non si tratta solo di questo. Il Cantico
resta problematico non soltanto per quel che dice,
e per come lo dice, ma anche per ciò che tace:
un esempio lampante è offerto dal silenzio
sugli animali, che sono esclusi dal testo nonostante
il proverbiale amore del santo nei loro confronti.
Su alcune di tali questioni si sofferma il saggio
di Edoardo Fumagalli, che vorrebbe fare il punto sui
risultati finora raggiunti dalle indagini, ma ambisce
anche a presentare proposte inedite, come quella di
un legame stretto fra il Cantico e il Pater
noster. Non è detto che i suggerimenti
qui avanzati vengano accettati nella loro totalità;
essi tuttavia possono giovare a un rinnovato esame
delle Laudes creaturarum e alla riconsiderazíone
di un'opera solo in apparenza semplice, ma in realtà
complessa e colma di sapienza anche retorica. |
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AA.VV.
Cristianesimo e bellezza.
Tra Oriente e Occidente
a cura di Natalino Valentini
Paoline, Milano 2002
seconda edizione
256 pagine - euro 17,50
Più
del vero e del bene, la bellezza ha la forza di interpellare
direttamente la nostra sensibilità, di parlare
attraverso la nostra corporeità, generando
quel misterioso flusso di energie che dalla materia
passa all'anima. Perfettamente consapevoli di questa
relazione, autori di diverse tradizioni crístiane
hanno intravisto nell'estetica una via privilegiata
per accedere al divino. La riflessione contemporanea,
spesso in bilico tra la spiritualizzazione della natura
e l'estetizzazíone del sentire, ha invece finito
per trascurare il valore conoscitivo del "bello",
il suo significato di verità, confinandolo
in un'ambigua zona d'ombra o relegandolo nell'effimero.
Ma perché continuare a negare alla bellezza
il suo valore conoscitìvo? Non è forse
giunto il momento, anche in ambito cristiano, di ripensare
integralmente la bellezza nell'incontro sostanziale
con la vita e la cultura?
È quanto si propongono di fare gli autori dei saggi
qui raccolti. Teologi, filosofi e biblisti di fama
internazionale, ripercorrono la via della bellezza
con competenza, persuasione e fecondità, riscoprendo
le possibilità che essa dischiude nella teologia
e nella spiritualità, nella letteratura e nella
Bibbia, nell'arte e nella cultura cristiana. Da sottolineare
anche le intense riflessioni di due eminenti figure
del pensiero religioso russo: Pavel A. Florenskij,
autore di una vera e propria 'estetica pastoralÈ,
in gran parte ancora da scoprire, e Nikolai 0. Losskij,
che ha consacrato alla bellezza una delle opere più
poderose, della quale viene qui proposta, per la prima
volta in traduzione italiana, la parte iniziale. |
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John
B. Dunlop
Amvrosij di Optina
Edizioni Qiqajon, Comunità di Bose,
Magnano (Biella) 2002
208 pagine - euro 15,00
"Ecco uno che sa pentirsi!": cosi esclamò
lo starec Amvrosij subito dopo aver dialogato con
Dostoevskij, che a lui si ispirerà per tratteggiare
la figura dello starec Zosima nei Fratelli Karamazov.
E questa capacità di "leggere nell'anima
come in un libro" nasceva dalla grande carità
di Amvrosij: quanti accorrevano al monastero di Optina
- dal grande Solov'ev all'umile contadina russa -
trovavano un cuore capace di amarli fino a identificarsi
con loro, fino ad amare tutto ciò che costituiva
la loro vita. Con rigore storico e inedita documentazione
dalla corrispondenza tra lo starec e alcuni testimoni
del suo operare, viene ricostruita una delle figure
più affascinanti del mondo spirituale russo
di ogni tempo. |
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S.S.
Averincev - A. Poppe
V. Vodoff e altri
Forme della santità russa
Atti dell'VIII Convegno ecumenico internazionale
di spiritualità ortodossa, sezione russa (Bose,
21-23 settembre 2000)
Edizioni Qiqajon, Comunità di Bose,
Magnano (Biella) 2002
372 pagine - euro 20,00
Il
santo è l'evangelo fatto carne in un uomo,
in una donna, è memoria vivente ed efficace
dell'evangelo nella storia. Ma la via della santità
è anche la via verso l'unità: la comunione
di chiese sorelle. "I santi", diceva il
metropolita Evlogij, "sono cittadini della chiesa
una e universale". Gli studi qui raccolti, presentati
all'VIII Convegno ecumenico di spiritualità
ortodossa, restituiscono le forme di quella teologia
della bellezza realizzata nelle vite dei santi russi,
nello splendore delle icone, nella contemplazione
silenziosa del 'deserto" del nord: umanità
cristianizzata, canto di salvezza e profumo di misericordia
per tutte le creature. i santi della chiesa russa,
dai principi Boris e Gleb uccisi all'alba della Rus'
cristiana fino ai martiri del XX secolo, sono un'immagine
viva della pazienza di Cristo e della carità
di Dio. |
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