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La
"Conversazione spirituale". Progetto
Apostolico nel "Modo di procedere Ignaziano"
Atti del Solenne Atto Accademico
Pont. Università Gregoriana
(Roma, 9 marzo 2006),
a cura di H. Alphonso sj,
Pont. Università Gregoriana, Roma 2006
VIII+84 pagine - euro 12,00
Questo
volumetto, che offre al pubblico gli Atti del
Solenne Atto Accademico della Pontificia Università Gregoriana per
l'anno 2005-2006, gira intorno ad un tema centrale
della spiritualità ignaziana la "Conversazione
Spirituale" destinato a diventare il "Progetto
Apostolico" della Compagnia di Gesù.
Non senza una ragione profonda la "conversazione
spirituale" secondo la mente e lo spirito di
sant'Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia
di Gesù, e nelle parole del Padre Gerolamo
Nadal che fu il teologo della spiritualità ignaziana
tra i gesuiti delle prime generazioni è classificata
nel genere del "ministero della parola",
anzi, del "ministero della Parola di Dio".
Tutte le relazioni qui offerte mostrano come Ignazio
di Loyola, formato personalmente da Dio stesso nella
scuola della sua esperienza personale, è stato,
a sua volta, lo strumento nelle mani di Dio, mediante
la sua "conversazione spirituale", per formare
il primo nucleo dei suoi compagni per un proietto apostolico
non solo personale ma spiccatamente comunitario cioè di
un gruppo di compagni la Compagnia di Gesù,
a servizio della Chiesa e del mondo, a maggior gloria
di Dio, mediante ogni forma del "ministero della
parola di Dio" (aliud quodcumque verbi Dei
ministerium).
L'Atto Accademico, qui reso pubblico per mezzo di questo
volumetto, è il modo in cui la Pontificia Università Gregoriana
ha voluto, insieme alla Compagnia di Gesù in
tutto il mondo, celebrare l'occasione speciale dell'anno
giubilare (3 dicembre 2005 - 3 dicembre 2006): la commemorazione
dei 450 anni dalla morte di sant'Ignazio di Loyola
(1491-1556), e dei 500 anni dalla nascita, sia di san
Francesco Saverio (1506-1552) che del beato Pietro
Fabro (1506-1546), i primi due compagni stabili di
Ignazio
a Parigi. Il tema scelto della "conversazione
spirituale" si è dimostrato, infatti, un
mezzo molto adatto allo scopo di "accomunare" i
tre personaggi santi qui commemorati. |
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Nikolaj
Berdjaev
Autobiografia spirituale
a cura di Adriano Dell'Asta
Jaca Book - Quaderni Valtellinesi,
Milano - Sondrio 2006
416 pagine - euro 38,00
In
un mondo che stava sempre più negando il
reale, per ridurlo al prodotto del soggetto o di presunte
leggi della storia e della natura (marxismo e razzismo
nazista), la filosofia che viene qui presentata da
Berdjaev come nucleo essenziale di tutta la propria
vita è dunque una filosofia della riscoperta
della realtà come mistero irriducibile non fatto
da mano d'uomo. Filosofo dell'esistenza e non dell'essere,
dopo essere stato marxista in gioventù, per
sfuggire alle verità totalitarie Berdjaev non
si rifugia in una verità debole e non nega la
metafisica: l'investigazione del reale nel suo infinito
mistero e nella sua verità ultima; il suo avversario è piuttosto
una riduzione, quella che dietro la parola essere cela
la pretesa di conoscere il reale sino a trasformarlo
in un oggetto di dominio. In questo senso la filosofia
di Berdjaev è nello stesso tempo irriducibile
al semplice esistenzialismo e va intesa piuttosto come
un personalismo esistenziale cristiano; al centro di
questa meditazione che è in continua lotta contro
ogni forma di totalitarismo c'è la ricerca di
una totalità diversa e c'è l'esperienza
di questa nuova infinita totalità: c'è innanzitutto
la persona che si scopre irriducibile. E al centro
della persona concretamente esistente, al centro di
tutte le sue esperienze vitali e di tutte le cose che
essa crea, c'è il rapporto ultimo nel quale
essa si scopre veramente, il rapporto con Cristo, il
Figlio, che è "l'unica via a Dio Padre" ed è la
Persona nella quale ciascun uomo può essere
veramente persona: uomo, chiamato a diventare Dio per
grazia. |
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Vincenzo
Noja
Meditazioni mariane e altri scritti mistici
dalle opere di François Pollien (certosino)
Editrice
Ancilla, Conegliano (Treviso) 2006
302 pagine - euro 15,00
Degno
figlio di San Bruno, padre Pollien fu un grande
devoto e appassionato della Madonna. Egli ne imitò le
virtù attentamente, innanzitutto vestendosi
di umiltà e di amore; riportò tutte
le cose a Lei e al suo Figlio divino, nostro Signore
Gesù Cristo.
Dalla sua copiosa produzione nasce quest'antologia,
i cui testi sono stati scelti e curati al fine di
introdurre al pensiero e alle meditazioni del pio
certosino. Essa vede la luce con l'auspicio che possa
essere di consolazione e di benefico aiuto alle anime
devote, sincere ricercatrici di Dio.
Egli ci dona preziose istruzioni circa la pratica
spirituale e non cessa di ricordarci che "Il
Regno di Dio è interiore" e perciò bisogna
cercarlo interiormente, nella stabilità del
rapporto con il Signore, con 1'aiuto stesso della
sua grazia.
Le significative pagine di questo fecondo Scrittore
di Dio ispirato dallo Spirito Santo, straordinario
maestro di vita interiore e tenero innamorato di
Maria Santissima, potranno rendere l'idea, se ben
meditate, di quanta grazia possiamo ricevere glorificando
il Dio incarnato per la felicità degli uomini
(Lc 2,14). |
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Elio
Mo - Lino Piano
La spiritualità di san Giuseppe
Cottolengo
Edilibri,
Milano 2006
208 pagine -
euro 16,00
Nel
presente studio sulla spiritualità di san
Giuseppe Cottolengo (1786-1842) vengono messi in
evidenza sia gli elementi che hanno caratterizzato
la sua personale esperienza spirituale sia gli
aspetti teologici e gli insegnamenti del santo
connessi con gli elementi esperienziali esposti.
Il lettore avrà quindi la possibilità di
entrare in contatto con i punti più significativi
e vitali della spiritualità del santo e
nello stesso tempo di rendersi ragione sotto il
profilo dottrinale-teologico dell'itinerario
ascetico-spirituale che ha condotto Giuseppe Cottolengo
al conseguimento della santità, riconosciuta
poi dalla Chiesa. |
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Vladimir
S. Solov'ëv
Sulla bellezza
nella natura, nell'arte, nell'uomo
Introduzione e traduzione di Adriano Dell'Asta
Edilibri, Milano 2006
128 pagine - euro 13,00
Il
processo cosmico, come processo di realizzazione
del vero e del buono nella forma concreta del bello, è un
processo estetico. Iniziato dalla natura, tale
processo prosegue attraverso l'opera dell'uomo.
La bellezza prodotta dall'arte, al pari di
ogni altra bellezza, non è né mera
materialità né mera soggettività,
ma "luce materializzata" e "materia
illuminata". L'arte ha dunque la funzione
di contribuire attraverso la bellezza alla piena
realizzazione del processo cosmico; tuttavia, tale
realizzazione è più prefigurata e
profeticamente anticipata che non compiuta: luogo
di intersezione tra il cielo e la terra, il bello
che ci è dato dall'arte apre la via
verso la bellezza futura, simile in questo all'altro
facitore di ponti, l'amore. |
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Jean-Yves
Leloup
Il
sacro abbraccio.
Maria Maddalena e l'Incarnazione
Lindau, Torino 2007
128 pagine - euro 12,00
Perché nel
cristianesimo la sessualità non è un
cammino verso il divino come nelle altre religioni?
Perché è addirittura considerata
un ostacolo, un intralcio a una vita spirituale?
Perché questa tradizionale opposizione tra
il sesso e la dimensione del sacro? Tutto ciò ha
forse a che vedere con il comportamento sessuale
di Gesù Cristo o con il modo in cui esso è stato
interpretato attraverso i secoli? È immaginabile
una relazione sessuale tra Maria Maddalena e Gesù?
Jean-Yves Leloup, studioso del cristianesimo delle
origini, legge il Nuovo Testamento e i Vangeli gnostici
alla ricerca dell'amore di Cristo per una donna
in carne e ossa, senza velleità polemiche,
moraleggianti o dogmatiche, e si interroga sul realismo
dell'Incarnazione: fino a che punto il Verbo
si è fatto carne? Esistono elementi della
nostra umanità che sfuggono alla Sua luce
e alla Sua tenerezza? Nella convinzione, tratta da
san Paolo, che "tutto è puro per i puri",
se "il Logos si fa carne" si può allora
credere che Cristo non si sia privato dell'amore
fisico e anzi attraverso di esso abbia donato all'essere
umano "la possibilità di vivere spiritualmente
questa dimensione imprescindibile di sé stesso,
e forse anche di trasfigurarla, per trovare il Sole
dove era stato abituato a vedere solo ombre".
Una vita sessuale trasfigurata, che sia nella vita
di coppia o in un celibato volontario e consapevole,
non è forse la grande Avventura e Alchimia
da riscoprire e rinnovare ogni giorno? Rendere a
Dio uno dei doni più grandi fra tutti quelli
che ci sono stati fatti? Senza mai smettere di stupircene
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Alda
Giambelluca Kossova
Alle origini della santità russa.
Studi e testi
San
Paolo,
Milano 2007
256 pagine -
euro 14,50
Compresi
tra l'XI e il XIII secolo, i tre antichi testi
di questo libro, tradotti integralmente in italiano
nel pieno rispetto della solennità e musicalità della
prosa originaria. La Narrazione e passione
e lode dei santi martiri Boris e Gleb disegna un quadro
ancora barbarico di lotta per il potere fra principi
fratelli, la Narrazione sulla vita e sull'ardimento
del pio e grande principe Aleksandr esalta le imprese
militari del principe Aleksandr Nevskij, mentre
la Vita del venerabile padre nostro Feodosij rievoca
devotamente un'esperienza religiosa segnata
fin dall'infanzia, contrastata dalla famiglia
ma capace nel breve volgere di alcuni anni di sormontare
ogni avversità e di dare inizio a un vasto
movimento cenobitico che contribuisce a emancipare
la religiosità russa dal retaggio bizantino.
Si tratta di nobili testimonianze sui primordi
della spiritualità e dell'identità nazionale
russe. |
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Anselm
Grün
Preghiera e conoscenza di sé.
Per incontrare Dio
Paoline, Milano 2007
96 pagine - euro 7,50
A.
Grün recupera l'esperienza dei primi monaci
(III-VI secolo) per sottolineare come l'esperienza
della preghiera implichi quella della conoscenza
di sé, per arrivare all'incontro con Dio,
e nell'Introduzione ribadisce: "Nell'ideale
della realizzazione di sé perseguito
oggi, l'uomo è al centro. Tutto ruota
intorno a lui. Perfino Dio è finalizzato alla
sua realizzazione. Le pratiche meditative e religiose
hanno lo scopo di sviluppare tutte le facoltà umane.
Si è riconosciuto che anche l'inclinazione
religiosa fa parte dell'interezza umana e quindi
va sviluppata. In ciò, Dio è soltanto
un mezzo per raggiungere un fine. Non m'interessa
in quanto Dio, bensì soltanto come aiuto per
la realizzazione di me stesso. I monaci non volevano
realizzare se stessi, ma cercare Dio. Tentavano di
eliminare dentro di sé tutto ciò che
precludeva loro Dio. In questo processo hanno scoperto
che non si può trovare Dio se ci si ignora,
se non ci si conosce. Alla conoscenza di Dio si giunge
soltanto attraverso la conoscenza di sé". |
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Joachim
Bouflet
Anna Katharina Emmerick
che condivise la passione
di Gesù
Paoline, Milano 2007
151 pagine -
euro 22,00
Anna
Katharina Emmerick (1774-1824), suora agostiniana
di Dülmen in Germania, ha un percorso spirituale
e mistico che il poeta romantico Clemens Brentano
trascrive - dopo averla incontrata e frequentata
per cinque anni - nella sua opera letteraria, Das bittere Leiden unsers Herrn Jesu Christi (La
dolorosa passione di nostro Signore Gesù Cristo),
comparsa in Germania nel 1833 con un successo straordinario,
che continua ancora oggi. L'opera trova poi
il suo complemento nel testo Leben der Hl.
Jungfrau Maria (La vita della santa Vergine
Maria), pubblicata postuma e integrata dal fratello
Christian, sulla
base dei testi di Clemens.
Anna Katharina Emmerick realizza il suo desiderio
di entrare in monastero solo nel 1802, ad Agnetenberg
presso Dülmen, ma nel 1811 il monastero di Agnetenberg,
a causa del movimento di secolarizzazione, è soppresso
e lei deve abbandonare il monastero, trovando accoglienza
come domestica presso l'Abbé Lambert, un prete
fuggito dalla Francia, che vive a Dülmen.
Ben presto lei si ammala e, costretta a letto, non
può più lasciare la casa. D'accordo
con il vicario Lambert, Anna Katharina fa venire
Gertrud, la sua sorella più giovane, la quale
governa la casa sotto la sua direzione. In questo
periodo, Anna Katharina Emmerick, visionaria della
vita della Vergine Maria e di quella di Cristo, riceve
le stigmate. Molte personalità, di rilievo
nel movimento di rinnovamento della Chiesa agli inizi
del secolo XIX, cercano di incontrarla, fra cui:
il barone Clemens August Droste zu Vischering, Friederich
Leopold von Stolberg, Johann Michael Sailer, Christian
e Clemens Brentano, Luise Hensel, Melchior e Apollonia
Diepenbrock. |
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Anselm
Grün
Le sorgenti della forza interiore.
Evitare l'esaurimento. Sfruttare
le energie positive
Queriniana,
Brescia 2007
192 pagine -
euro 13,00
Sentirsi
come lavati, bruciati, interiormente vuoti: per
molti è questo un sentimento costante nelle
urgenze della vita quotidiana. Ma chi è esausto,
diventa scontento, perde creatività, non
avverte più se stesso.
Anselm Grün è convinto che molti sono
esausti perché attingono a sorgenti torbide,
come ambizione, necessità di dimostrare se
stessi, perfezionismo. Questi discutibili modelli
di vita ci lacerano dentro. Come sono le nostre energie
psichiche quando ci sentiamo privi di energia e sfiniti?
Come posso ritrovare le sorgenti della mia vita?
Dove posso riprendere energia senza cadere nell'esaurimento?
In ogni vita ci sono delle fonti limpide che purificano,
rinfrescano e trasmettono fecondità. Sono
le risorse collocate in noi fin dall'infanzia.
Anselm Grün ci dice come fare per ritrovarle
e farle di nuovo zampillare. |
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As-Sulamî
La scala di luce.
Tre antichi testi di scuola malamati
a
cura di D. Giordani,
Il leone verde, Torino 2007
136 pagine - euro 16,00
Nei
tre testi che vengono qui presentati in traduzione
dall'arabo: "Le Vie degli Gnostici" (manâhij
al 'ârifîn), il "Trattato
sugli stadi della via degli Uomini veri" (mas'ala
darajât al-sâdiqîn) e l'"Esposizione
degli stati spirituali dei Sufi" (bayân
ahwâl al-sufiyya), il maestro sufi Abû 'Abd
al-Rahmân al-Sulamî, vissuto nell'XI
secolo nella città persiana di Nîshâpûr,
descrive la progressione delle tappe e degli stati
spirituali della via iniziatica di quel particolare
gruppo di Sufi noto come i Malâmatiyya, ovvero
la "Gente del Biasimo", di cui egli era
uno dei principali rappresentanti. I tre testi
appartengono a quel particolare genere di letteratura
religiosa finalizzato all'istruzione dei discepoli,
e sono la prova evidente di un metodo di trasmissione
della conoscenza ancora attuale. Nei tre testi
del libro lo Shaykh Sulamî spiega ad un murîd,
colui che aspira a conoscere la Verità,
come progredire attraverso le tappe di un percorso
ben codificato, e indica come elementi basilari
per un effettivo progresso: la presenza di un murshid,
cioè di una guida spirituale, il rispetto
della Legge sacra, il distacco dal mondo, l'umiliazione
della propria anima, le buone maniere di comportamento
da adottare con gli anziani maestri e i giovani
confratelli. Solo per mezzo della guida di un maestro
autentico e vivente, spiega lo Shaykh, e attraverso
la disciplina spirituale, l'uomo potrà intraprendere
il cammino verso la Conoscenza del Vero. |
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C.
Frugoni - F. Manzari
Immagini di san Francesco
in
uno Speculum humanae salvationis del Trecento
Editrici
Francescane, Padova 2006
416 pagine - euro 65,00
Il
libro riproduce per la prima volta nella sua interezza
il codice 55.K.2 della Biblioteca dell'Accademia
Nazionale dei Lincei e Corsiniana di Roma. È completato
da un ampio corredo di miniature accompagnate da
didascalie, per la prima volta puntualmente trascritte.
L'apparato illustrativo del codice viene esaminato
da Francesca Manzari, che ne mette in evidenza
lo straordinario interesse per lo studio della
miniatura medievale: vengono affrontati i problemi
della copia e della trasmissione delle immagini.
C'è poi lo spinoso problema della povertà,
motivo di polemiche tra francescani e domenicani:
se ne occupa, nel suo saggio, Chiara Frugoni. L'identità francescana,
non potendo più contare sulla povertà come
motivo di privilegio rispetto agli altri ordini,
si affida al santo che, unico, poteva vantare il
marchio divino delle stimmate, e a un innovativo
modo di predicare, contendendo il primato ai domenicani
che si definivano ufficialmente Predicatori. |
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Tiziana
Longhitano
Il
dono che redime.
Il legame tra l'Antropologia filosofica
e la Teologia mistica
Aracne,
Roma 2006
236 pagine - euro 14,00
Il
dono zampilla dall'esistenza, suscita alleanze
fra persone e popoli, alimenta relazioni di pace;
si fonda su gratuità, fiducia, disinteresse;
chiama all'incontro responsabile. Ha un'eccedenza
vitale che risana le relazioni, lucida quella con
Dio e, anche nel mezzo della notte spirituale più oscura,
apre alla comunione, crea novità, coinvolge
l'ambiente, porta al compimento e redime. Il testo
mostra come il dono sia essenzialmente legato alla
relazione: costitutivo della persona umana e divina,
attesta l'amore reciproco e indica una via di Redenzione.
Il sottotitolo allude a un percorso che, interrogando
ipotesi e testimonianze dell'umanità, rivela
nel dono una chiave di accesso all'essere e alla
sua origine. Nei legami che accende, il dono si
presenta movimento versatile di dare, ricevere
e restituire. Sul piano teologico è il legame
trasparente dell'Amore trinitario che chiama all'unione
con sé l'autore del dono e colui che lo
accoglie. L'autrice lascia comprendere il dare
come condensazione dell'amore che, incarnandosi,
umanizza quanto è consegnato alla persona
facendola capace di ricevere Dio e di irradiarlo. |
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Francesco
Asti
Dire Dio. Linguaggio sponsale e materno
nella mistica medievale
Libreria
Editrice Vaticana,
Città del Vaticano 2006
368 pagine - euro 22,00
"Lo
stupore dei mistici afferrati e incantati dal Mistero
affascina particolarmente il nostro tempo. Il loro
comunicare tocca il cuore dell'uomo, perché,
con disinvoltura medita, riescono a tradurre la
lingua degli amanti in una lingua della mistica
amorosa. La separazione e il desiderio, il cercarsi
e l'incontrarsi, la rinuncia e il dono di sé vengono
proposti come mozioni dell'anima avvolta da Dio.
Di questa illuminante reciprocità si interessa
lo studio del prof. Francesco Asti, che ascolta fedelmente
la testimonianza dei mistici e delle mistiche medioevali.
Da Bernardo di Chiaravalle a Giuliana di Norwich,
l'Autore rivisita la rivelazione cristiana palpabile
nel peculiare linguaggio sponsale e materno" (dalla
presentazione). |
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Giorgio
Benelli
Mondo, essere e nulla.
Le radici filosofiche della spiritualità agostiniana
Città
Nuova,
Roma 2007
152 pagine - euro 13,00
Nel
presente saggio, che analizza in modo originale
le radici filosofiche della spiritualità agostiniana,
la visione agostiniana dell'uomo non poggia soltanto
su una concezione dinamica della natura umana,
legata ancora all'eredità aristotelica,
ma su "una concezione relazionale della sostanza" assolutamente
innovativa. Secondo tale concezione l'uomo sembra
potersi filosoficamente comprendere e linguisticamente
esprimere non tanto attraverso il concetto metafisico
di "essere" e la precisione del linguaggio
logico, quanto piuttosto attraverso il termine "voce",
intesa come una essenziale dinamicità relazionale
dell'essere, sostanziata da un ontologico "desiderio
di felicità" e da una conseguente invocazione
di aiuto contro la strutturale sua esposizione
ai pericoli nullificanti del nulla.
L'autore non si limita a presentare spunti interessanti
per una lettura aggiornata di sant'Agostino, ma ci
offre una profonda analisi di particolari aspetti
della sua spiritualità sulla dottrina della
grazia, della preghiera, dell'umiltà e dell'orgoglio
e della visione della natura. Ci mostra l'originalità di
Agostino nella riflessione sulla coscienza umana
confrontandola sia con quella degli antichi (Aristotele,
Seneca e Plotino su tutti) sia con quella dei filosofi
moderni.
Questo libro ci accompagna nelle pieghe più profonde
dell'anima del vescovo di Ippona, mettendo in rilievo
l'estrema modernità del pensiero agostiniano. |
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Stefano
Albertazzi
La 'meditatio mortis'
nella tradizione monastica
dei primi secoli
Edizioni
Parva, Melara (Rovigo) 2006
128 pagine - euro 8,00
L'oggetto
di questo libro è lo studio della 'meditatio
mortis', una delle pratiche ascetiche fondamentali
del monachesimo nei primi secoli dell'era cristiana.
Dopo una breve analisi introduttiva sui diversi
atteggiamenti con i quali l'uomo contemporaneo
si pone nei confronti della morte, il lettore viene
invitato a conoscere e ad approfondire la ricchezza
di significato che soggiace a questa pratica monastica,
il suo legame con le proposte di stampo filosofico
che hanno preceduto e accompagnato il sorgere del
cristianesimo e la dipendenza che la 'meditatio
mortis' mostra nei confronti della rivelazione
biblica.
Negli ultimi tre capitoli sono stati presi in considerazione
i testi della tradizione monastica, in particolare Apophtegmata Patrum e Scala Paradisi, duÈclassici'
della spiritualità cristiana. Raccogliendo
l'eredità dell'insegnamento filosofico, i
monaci dei primi secoli hanno saputo riproporlo in
maniera originale nell'orizzonte della radicale novità portata
nella storia dall'avvenimento cristiano e alla luce
della loro personale esperienza di fede.
L'intento del libro è quello di far riscoprire
al cristiano e all'uomo di oggi l'importanza e la
centralità della 'meditatio mortis'. In seguito
ai profondi mutamenti culturali avvenuti nell'epoca
moderna, questa pratica sembra incontrare oggi molte
difficoltà a trovare il posto che le compete,
apparendo inattuale e obsoleta in una vita in cui
l'uomo è spesso costretto a sopportare ritmi
frenetici che gli impediscono di fermarsi a pensare
sul senso della propria esistenza e in un mondo sempre
più ripiegato su se stesso e drammaticamente
incapace di aprirsi a Dio e alle realtà ultime. |
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