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Sergej
Bulgakov
Lo spirituale della cultura
a cura di M. Campatelli
Lipa, Roma 2006
160 pagine - euro 11,00
La
cultura può essere spiritualmente neutra?
L'evangelizzazione è usare la cultura per
fini che le sono estranei, oppure esiste una giustificazione
religiosa della cultura in sé? In che rapporto sta
quanto è custodito dalla Chiesa e quanto si
muove e si sviluppa esternamente ad essa? Gli undici
scritti di Sergej Bulgakov (1871-1944) contenuti
in questo volume rispondono a queste domande. |
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Tomas
Spidlik
"Sentire e gustare le cose internamente".
Letture per gli Esercizi
Lipa, Roma 2006
360 pagine - euro 18,00
Chi
apre questo libro potrebbe essere sorpreso dal
suo contenuto, proposto come "letture per
gli Esercizi spirituali". Dio, l'uomo, il
peccato, il Salvatore, l'illuminazione dello Spirito
Santo, la preghiera, la liturgia... Si tratta,
infatti, di argomenti che l'autore ha sviluppato
più ampiamente nei suoi volumi di studio,
per i quali è riconosciuto come un esperto
di spiritualità di fama mondiale.
Sia il nome che il modo di presentare questi testi "letture" - è giustificato
dalla tradizione. I monaci leggevano molto, la lettura
faceva parte dell'ordine del giorno. E, se ci si
domanda che cosa scegliessero, la risposta è del
tutto pragmatica. Conservavano nelle biblioteche
libri interi, ma per la lettura spirituale sceglievano
solo quei passi che ritenevano utili per le circostanze
concrete. Perciò presto apparvero le antologie, "filocalie" di
testi diversi. Questo libro è infatti una
sorta di antologia di scritti e pensieri dell'autore.
Ma qui queste letture sono proposte nella chiave
non di "acquisire nuovi contenuti", piuttosto
di rivisitare temi, motivi fondamentali dall'esperienza
cristiana, in modo che divengano nutrimento spirituale. |
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Innocenzo
III
I Sermoni
a cura di S. Fioramonti,
Libreria Editrice Vaticana,
Città del Vaticano
2006
686 pagine - euro 39,00
Il
volume presenta, in prima edizione italiana, i
79 Sermoni di papa Innocenzo III (1198-1216). Si
tratta di brani pronunciati per la maggior parte
durante i 18 anni di quel pontificato, e alcuni
anche prima, quando Innocenzo III era ancora Lotario
di Segni, cardinale diacono del titolo dei Santi
Sergio e Bacco al Foro Romano (1190-1198). I discorsi
riguardano le feste del tempo liturgico (29 Sermones
De Tempore), quelle dei santi (31 Sermones
De Sanctis),
quelle degli apostoli, dei martiri ed altri detti "comuni" (12 Sermones Communes); infine 7 sermoni sono di argomento
vario (Sermones De Diversis): alcuni riguardano
la consacrazione pontificale dell'Autore, o l'anniversario
di essa, mentre gli ultimi due furono pronunciati
in occasione dell'apertura e chiusura del Concilio
ecumenico Lateranense IV (novembre 1215), considerato
l'acme del ministero di Innocenzo III.
I Sermoni consentono di addentrarsi nei più diversi
risvolti - teologico, giuridico, liturgico, politico,
caritativo... - di una personalità poliedrica,
complessa e talvolta forse contraddittoria, ma che
ha segnato profondamente la vita e la cultura dell'Europa
medievale. |
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Adalbert
De Vogüé
Sguardi sul monachesimo
Dehoniane,
Bologna 2006
140 pagine - euro 13,50
Il
monachesimo è un movimento spirituale del
passato e una via aperta all'anima che cerca Dio.
Nato in un momento storico preciso, di cui porta
il marchio indelebile, esso risponde a un bisogno
permanente e in qualche modo atemporale. Da ciò l'interesse
che presentano, oggi come ieri, gli scritti dei
padri della vita monastica.
Il presente volume attinge agli scritti delle origini
allo scopo di illuminare i temi classici del monachesimo:
la separazione dal mondo, l'obbedienza, i ritmi e
gli orari della preghiera, la preghiera continua,
il lavoro, la lettura e la meditazione, l'importanza
del silenzio e della hesychia, la tensione
e la complementarità tra
cenobitismo ed eremitismo. Una riflessione complessiva
sull'identità che
illumina anche gli interrogativi sullo specifico,
che lungo la storia accompagnano il monachesimo:
la separazione dal mondo? la rinuncia? la carità fraterna?
la visione di Dio? il diventare uno?
E, assieme alla riflessione, preziose e dettagliate
indicazioni sui testi fondamentali ai quali rivolgersi
per approfondire lo studio. |
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Bernardo
Olivera
Luce ai miei passi. L'accompagnamento
spirituale nella tradizione monastica
Ancora, Milano
2006
160 pagine - euro 14,00
"Ci
sono molte ragioni per affermare che l'accompagnamento
spirituale è firma risolutiva nella vita
di molte persone consacrate e, tra esse, i monaci
e le monache. Non è inconsueto che molti
giovani delle nostre comunità sentano la
necessità di questo servizio pastorale,
trascurato da un paio di generazioni postconciliari
ma tanto richiamato e avvalorato dalle generazioni
passate e presenti" (dall'introduzione).
Padre Olivera, attingendo alla tradizione monastica,
cistercense, carmelitana e ignaziana, offre una guida
teorica e pratica per chi svolge il delicato compito
di accompagnare nello spirito le persone. Monaci
e monache, prima di tutto. Ma anche religiosi, sacerdoti
e laici. |
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Roberto
Paciocco
Canonizzazioni e culto dei santi nella christianitas (1198-1302)
Edizioni Porziuncola, Assisi 2006
436 pagine - euro 50,00
Le
canonizzazioni dei santi analizzate in questo volume
furono effettuate tra i pontificati di Innocenzo
III e di Bonifacio VIII, e si collocano così in
un secolo tanto solitamente quanto giustamente
considerato "aureo" per il papato, il
quale coincide, nei suoi estremi cronologici, con
l'avvio della fortuna e con l'irrimediabile declinò della christianitas medievale, concepita alla metà del
secolo da Innocenzo IV come regimen unius personae.
Si offre qui un tentativo di spiegazione per così
dire "globale" dell'istituto delle canonizzazioni
papali nel Duecento e del connesso culto dei santi
nel secolo della christianitas. |
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La
Filocalia, amore del bello
introd., scelta e trad. di L. Cremaschi
Edizioni
Qiqajon - Comunità di Bose,
Magnano (Biella) 2006,
404 pagine - euro 23,00
Il
fine della vita cristiana, in qualunque stato sia
vissuta, è la deificazione, il pieno compimento
dell'immagine-somiglianza con Dio che è stata
posta nell'uomo con la creazione. La Filocalia -
termine greco che letteralmente significa "amore
per ciò che è bello", e quindi
in senso più specifico indica l'amore per
Dio e per tutto ciò che a lui conduce -
vuole proporre a tutti i cristiani quella ricerca
spirituale che al tempo della sua prima edizione
(nell'ultimo quarto del XVIII secolo) era confinata
nei monasteri: non esistono, infatti, due spiritualità distinte
per monaci e per laici. In oltre mille pagine sono
raccolti testi di poco più di una trentina
di autori dal IV al XV secolo disposti in ordine
cronologico, che trattano della preghiera del cuore
e della lotta spirituale nel solco della tradizione
esicasta. Ottenne il massimo apprezzamento in occidente
nella seconda metà del secolo scorso, anche
grazie al successo editoriale dei Racconti
di un pellegrino russo. |
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Marie-José
Mondzain
Immagine, icona, economia.
Le origini bizantine dell'immaginario contemporaneo
Jaca Book, Milano 2006,
304 pagine - euro 24,00
Viviamo
immersi nella civiltà delle immagini (non
di rado sommersi). È a partire da questa semplice
e quasi ovvia constatazione che l'autrice svolge
la sua densa ricerca intesa a scoprire le origini
remote dell' odierno immaginario (o strapotere
delle immagini), Quale lo snodo cruciale a cui
farlo risalire? Non esita, la Mondzain, a focalizzare
la sua e nostra attenzione sulla crisi dell'iconoclasmo,
vale a dire la celebre controversia che scosse
l'impero bizantino tra VIII e IX secolo e che si
concluse ufficialmente nell'843. È in quel torno
di tempo, infatti, che il pensiero patristico mise
a punto gli strumenti concettuali idonei a uscire,
passo dopo passo, dall'impasse.
Si tratta, in primo luogo, del termine economia (alla
cui puntuale analisi semantica la Mondzain dedica,
non a caso, l'intera prima parte del suo studio).
Elaborato in un primo momento dai retori, il concetto
fu applicato successivamente, dai protagonisti del
dibattito iconoclastico, all'arte del dipingere,
permettendo così di acquisire la essenziale
distinzione tra l'immagine, invisibile, la sola immagine
vera, in quanto tale al riparo da ogni accusa di
idolatria, e l'icona, visibile, inscrivibile nello
spazio pubblico grazie al suo modo d'esistenza economico
di fronte al potere stabilito, e in grado, pertanto,
di instaurare una strategia pedagogica e politica
al servizio della presenza pubblica della Chiesa
(al tema dell'economia iconica è destinata
precisamente la seconda parte del volume).
Ecco che proprio un "a fondo" sulla proprietà dell'icona
che ci mette in relazione con l'invisibile e lo spirituale
senza in alcun modo trattenerlo, traendo l'icona
la sua verità non da se stessa ma dalla sua
causa principiale, cioè l'immagine invisibile,
fa dell'icona una introduzione al modo di procedere
astratto (quello, come la studiosa rende esplicito,
che Mondrian condensa nell'esortazione a "non
occuparsi più della forma in quanto forma").
L'ultima parte dell'opera comprende alcune riflessioni
sul tema dell'idolo e riproduce, inoltre, il testo
di due conferenze (rispettivamente, Storia d'uno
spettro, sulla Sindone di Torino, e Giudeo,
faccia, profilo), In appendice, infine, alcuni estratti dell'Horos
iconoclasta di Hiereia (754) e degli Antirretici di Niceforo il Patriarca, indispensabili per corroborare
il discorso con il richiamo diretto alle fonti. |
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Antonio
Maria Sicari
Nel "Castello interiore" di santa Teresa d'Avila. Introdotto da L'inaccessibile
Castello da Franz Kafka a santa Teresa
Jaca Book,
Milano 2006
272 pagine - euro 16,00
La
preghiera non è solo l'atto supremo della
ragione umana, ma tende a coincidere con la vita:
la stessa esistenza è, infatti, preghiera
e l'uomo è stato creato per entrare in comunione
e in dialogo con Dio, suo Creatore. Ricordare al
mondo questa affascinante verità è la
missione che il cielo ha affidato a santa Teresa
d'Avila.
Nel suo capolavoro, Il castello interiore, ella ha
immaginato l'essere umano (ogni essere umano) come
principesca abitazione di Dio, pur riconoscendo la
triste condizione in cui egli versa quando si riduce
a vivere come un mendicante estraneo al Castello,
rassegnato alla propria miseria, che non osa nemmeno
varcare la soglia della splendida abitazione. Anche
Kafka racconterà, qualche secolo dopo, la
straziante esperienza dell'uomo invitato al Castello,
ma impossibilitato ad entrarvi perche continuamente
ingannato da messaggeri e messaggi ambigui e fuorvianti.
Teresa, invece, accompagna il suo lettore, dimora
dopo dimora, persuadendolo a inoltrarsi sempre più addentro,
dove Dio-Trinità lo attende con un desiderio
che precede, accompagna e premia il cammino dell'uomo
che "torna al suo cuore".
Antonio Maria Sicari ha saputo ripercorrere con profonda
penetrazione l'itinerario descritto dalla Santa di
Avila. Ma il merito principale e l'affascinante originalità del
suo commento sta nell' aver mostrato come tale itinerario
possa essere percorso, fiduciosamente e con gioia,
anche da coloro che sono chiamati a vivere nel mondo,
immersi negli ambiti della famiglia e del lavoro. |
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Marco
Distort
La depressione tra fede e terapia. Attualità della Bibbia per un problema
antico
pref. G. Piazzolla
Gribaudi, Milano 2006
160 pagine - euro 10,50
La
depressione - "male oscuro" che ha afflitto
l'uomo sin dai suoi albori - è ancora percepita
come una forma di malessere difficilmente quantificabile,
dai contorni sfumati, che ha poco in comune con
altre malattie, più facili da individuare.
La depressione è un malessere dell'anima?
Un male morale dovuto a scelte sbagliate che generano
laceranti sensi di colpa? O è invece una vera
e propria malattia causata da un cattivo funzionamento
del cervello, quindi da affrontare e curare con sostanze
chimiche?
E ancora, ci sono persone geneticamente più predisposte
di altre a soffrirne? Chi può dare risposte,
il medico o il filosofo? Lo scienziato o la guida
spirituale? Chi ha fede può essere depresso?
Partendo da un confronto tra fede e terapia, questo
libro risponde ai vari interrogativi, esaminando
l'argomento da più angolazioni e dando particolare
rilievo alla dimensione della fede, essendo la Bibbia
anche un "libro dell'anima", al fine di
prospettare alcune linee d'intervento terapeutico.
L'esperienza è stata incoraggiante e questo
libro è un modo per fame partecipi gli altri. |
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Divo
Barsotti
Gesù e la Samaritana. Esegesi spirituale sul capitolo IV del Vangelo di
Giovanni
Società Editrice Fiorentina,
Firenze 2006
118 pagine - euro 9,00
Il
pozzo come metafora della vita; l'incontro con
l'altro come sfida ma anche come opportunità di
crescita: sono alcune delle stimolanti riflessioni
che Barsotti, in un linguaggio coinvolgente, trae
dall'episodio della Samaritana narrato nel Vangelo
di Giovanni. Raffrontando costantemente la pagina
evangelica con la vita quotidiana, l'autore getta
una luce nuova e originale non soltanto su temi
che riguardano l'incontro dell'uomo con Dio, come
quello della fede, della conversione e della vita
eterna, ma anche su aspetti esistenziali: la scoperta
dell'altro, il ruolo dell'uomo e della donna, il
senso della vita come momento di passaggio, sintetizzato
esemplannente dal titolo di uno dei capitoli: "Mietiamo
ciò che non abbiamo seminato, seminiamo
ciò che non mieteremo". |
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Divo
Barsotti
Parola e silenzio. Diario 1955-1957
San Paolo, Milano 2006
240 pagine - euro 14,00
"Chi
legga i documenti religiosi del nuovo cristianesimo
o soltanto si fermi un attimo a considerare lo
spirito di certe proteste e le fiammate delle rivendicazioni
d'ordine religioso non potrà fare a meno
di registrare un dato costante di tutte queste
manifestazioni: l'oblio del mistero, il silenzio
sull'al di là, sull'invisibile, insomma
su quanto fa più gelosa e segreta la nostra
partecipazione spirituale...
In Parola e silenzio, invece, alla luce di una verità sentita
e pagata giorno per giorno, Dio resta il punto d'arrivo
e lo resta anche quando l'orizzonte sanguina per
l'ingiustizia e la violenza. Ma lo resta nel mistero
che la fede riscatta, lo resta nel silenzio".
Così scrive Carlo Bo dopo la prima pubblicazione
di Parola e silenzio, rilevando tutta la pregnanza
e l'attualità di don Divo Barsotti quale testimone
dell'Invisibile in una società che, anche
ai nostri giorni, tende a farne a meno. |
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